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TESTIMONIANZE

 

Relazione convegno MINSK 27/29 ottobre 2006

Dal 27 al 29 ottobre, ho partecipato al convegno a livello europeo di CHERNOBYL 15 anni insieme. Oltre a noi italiani erano presenti responsabili delle associazioni di Spagna, Inghilterra, oltre ad un nutrito gruppo di persone provenienti dagli Stati Uniti. Dopo un breve discorso di Tatiana Kot, che ha ringraziato tutti i partecipanti, ha parlato il rappresentante del capo dipartimento di aiuti umanitari che ci ha spiegato come dopo lo scoppio del reattore, sono aumentati i casi di tumore allo stomaco, polmoni che in questi ultimi 20 anni è cresciuto di 6 volte. Purtroppo gli studi fatti fino adesso hanno evidenziato che questi mali vengono trasmessi di generazione in generazione dai genitori ai figli. Un altro campo molto importante per la Bielorussia che ha subito gravi conseguenze è l’economia. Basta pensare che il 25% del territorio è contaminato quindi inutilizzabile, si calcola che il terreno contaminato dove prima si coltivava e si allevava bestiame è di 20.000 kmq; 2 milioni di m3 di legno maturo, sono stati distrutti perché gli stati che prima lo importavano, non ne hanno fatto più richiesta. Dopo la pausa pranzo, il capo reparto degli aiuti umanitari ha fatto un riassunto generale di quello che è stato fatto da tutti gli stati che hanno e stanno aiutando la Bielorussia. Nel 2006, 43.000 bambini hanno lasciato il loro paese per andare all’estero ospiti di famiglie o istituti e di questi ben 19.000 sono stati ospitati in Italia. Come dicono loro aiuti a lungo termine, cioè aiuti fatti direttamente in Bielorussia, chi ha fatto di più con la ristrutturazione di vari ospedali e scuole è un associazione di inglesi presenti al convegno in una ventina di persone che hanno gioito quando la loro presidente è stata premiata. Dopo aver sentito la lista dei lavori fatti da loro, il nostro pozzo dell’acqua pulita e la nostra casa famiglia mi sono sembrati due progetti di poca importanza, ma non con poco stupore dopo di loro sono stato chiamato io come rappresentante di VCO AIUTA a ritirare il premio di 2^ associazione a livello europeo (c’erano anche gli americani)

Germano Ricci


Relazione viaggio in Belarus dal 03 ottobre al 12 ottobre 2005

Castellano Giancarlo- Balzani Giorgio- Caretti Mario- Gazzola Franco-Morari Marisa-Dell’Ava Adriana

La partenza era programmata lunedì 03 in mattinata, dopo le pratiche doganali a Domo 2, purtroppo abbiamo avuto qualche problema sul rilascio dei visti da parte dell’ambasciata a Roma e quindi, ho fatto partire comunque il camion carico con i due autisti (Mario Caretti e Giorgio Balzani) lunedì alle ore 10,30 ed io, prima di partire, ho atteso di ricevere i visti da Roma, tramite Marco Cortelazzi. Sono partito quindi martedì mattina presto con Adriana Dell’Ava , Marisa Morari e Franco Gazzola di Omegna e dopo aver ricevuto i passaporti ed i relativi visti in un Autogrill di Milano. Abbiamo viaggiato tutto il giorno e tutta la notte e raggiunto gli altri componenti del viaggio al confine con la Bielorussia, mercoledì 05 ottobre alle nove di mattina.

Un ora e mezza per passare la dogana Polacca e ben otto ore per quella Bielorussa, malgrado avessi chiesto al nostro amico ed interprete Alieksei di assisterci per le pratiche di dogana (senza di lui penso che saremmo stati in dogana molto di più...) Alle 19 partiamo per Gomel (600 Km) Una cena veloce a metà strada ed arriviamo all’ hotel di Gomel alle 4,00 del mattino.

La mattina di giovedì 6 è dedicata alle pratiche di dogana. Dalle 10 del mattino sino alle 4 del pomeriggio per compilare quattro moduli, mettere dei timbri e controllare che il carico sia integro.... Finalmente alle 16,30 possiamo andare a scaricare il camion. Ci segue un funzionario della dogana e pretende di pesare tutti gli scatoloni prima di collocarli nel garage che la responsabile della Associazione alla quale noi portiamo il carico, signora Golda Nina, aveva predisposto. Cerco di spiegare che noi abbiamo già pesato in Italia tutto il carico e che è riportato su ogni scatolone il numero, il peso ed in sintesi la descrizione del contenuto (scarpe, abbigliamento, coperte ecc). Si convince, dopo aver verificato personalmente che il peso scritto sulle scatole è in effetti uguale al peso che lui stesso, controllando sulla bilancia, riscontra. Risparmiamo così almeno due o tre ore e la faccia soddisfatta di Golda Nina che ha capito che non ci saranno più problemi, riempie di gioia anche noi.

Venerdì 7 ci trasferiamo a Minsk (350 Km in direzione nord-ovest) e sabato 8 mattina parto per Borisov, dove abbiamo realizzato nel villaggio di Loscniza il progetto Casa Famiglia.

Un intervento mirato a far crescere in una casa “normale”, un certo numero di minori orfani e sfortunati, che vivono negli internat bielorussi. Abbiamo di fatto acquistato una casa; l’abbiamo arredata e messa a disposizione per questo progetto importante. Il governo Bielorusso assicura uno stipendio a chi si prende cura di questi bambini e raggiunta l’età della pensione (65 anni) termina il progetto e la famiglia diventa proprietaria della casa. E’ un modo intelligente per far si che la famiglia conservi l’edificio sempre in buono stato.

A Borisov, mi attendono il direttore (nuovo) dell’istruzione della provincia di Borisov e la responsabile (nuova) degli Istituti.

Facciamo il sopralluogo alla casa (è il quarto) ed incontro la famiglia scelta per questo progetto (una donna di nome Zoia, di anni 38, già conosciuta durante le precedenti visite) con alcuni bambini: Alina di 19 mesi con sua sorella Olga di 8 anni, Veronica di anni 11, Anna di anni 13 ed Eugenio di anni 17. Mancano ancora Olga di anni 13 ed Andrei di anni 16.

Tutti provenienti dagli orfanotrofi tranne i due ragazzi Eugenio ed Andrei che sono i figli adottivi di Zoia, la quale aveva quindi già in atto un progetto proprio di adozione.

La casa può essere considerata ultimata ed abitabile anche se le sorprese non finiscono mai...

Gli ultimi soldi consegnati per acquistare i mobili, in parte sono ancora vincolati perchè nel contratto si parlava di mobili e non di elettrodomestici e quindi la banca non svincola i soldi per acquistare il frigo, il gas, la tv ecc. Ho riscontrato poi che i lavori di sistemazione interna non sono stati eseguiti proprio come da capitolato firmato... esempio:

- era previsto pavimento di un certo tipo ed invece hanno messo un altro...

- era previsto di cambiare tutte le finestre ed invece due non le hanno cambiate...

- era previsto di cambiare tutti gli accessori del bagno ed invece la vasca hanno lasciato quella vecchia.... e svariate altre cose che da noi verrebbero contestate in maniera assoluta.

Ho saputo poi dall’interprete che il precedente direttore dell’istruzione (quello che ha gestito le opere di sistemazione della casa) è stato arrestato perchè sorpreso a rubare dei soldi.

Il nuovo direttore, scusandosi, mi ha promesso che ripareranno le cose malfatte e consegneranno la casa come da accordi e di capire che le rifiniture in Bielorussia sono così.

Ho spiegato che non devono sistemare le cose per me, per l’Associazione VCO AIUTA che rappresento o per chi ci ha dato i soldi, ma per i bambini bielorussi che abiteranno la casa.

Zoia, che si è presa e si prenderà cura dei ragazzi, lotta con noi questa battaglia di burocrazia e di cose mal fatte.

Io penso quindi che questo progetto può essere -con molta fatica -dichiarato ultimato e da oggi possiamo quindi pensare a questa “Casa Famiglia” di 7 bambini ed una mamma come un qualche cosa che ci appartiene e che dobbiamo evidentemente cercare di aiutare negli anni futuri, nel migliore dei modi.

Giancarlo Castellano OTT. 2005
 


Viaggio giugno 2005

La prima volta che ho visitato i luoghi da dove provengono i bambini di Chernobyl nel 1996 ho detto, “Dobbiamo fare un ponte che colleghi la nostra realtà con questa terra sfortunata” Ed ora, da anni, percorro questo ponte immaginario avanti ed indietro, cercando di fare qualche cosa per migliorare la qualità della vita di questa gente; di questi bambini ”.

Ogni volta, specialmente quando viaggio in macchina, cerco qualcuno che mi accompagni, con l’intento, oltre che di avere un aiuto ed un supporto indispensabile durante il tragitto, di coinvolgere più gente possibile nei nostri progetti di solidarietà. In questo mio ultimo viaggio di giugno ho avuto come compagno il vigezzino Enrico Cheula che ringrazio per essere stato paziente, comprensivo ed ottimo compagno di viaggio.

Siamo partiti la sera di giovedì 9 giugno e dopo aver attraversato il Brennero, Austria, Germania e Polonia e percorso oltre 2000 Km siamo entrati la notte di venerdì 10 in Bielorussia passando da Brest ed impiegando quasi quattro ore alla dogana per avere tutti i timbri ed i documenti che servono. Abbiamo continuato per altri 650 Km in direzione est su di una strada dritta, assolutamente piatta e quasi priva di traffico. Visitiamo alcuni villaggi, portando aiuti e regali nelle famiglie dei bambini che ospitiamo nella nostra provincia. Veniamo sempre accolti, nelle case modeste e dignitose, con sorrisi ed abbracci. Le tavolate, molte volte improvvisate in locali dove solitamente si dorme, causa la assoluta mancanza di spazi, sono sempre colme di specialità del posto. Si mangia naturalmente sorseggiando wodka. Mangio con gusto e non dimentico che siamo a 70 Km dalla centrale di Chernobyl e sto mangiando un piatto di patate, polpette e funghi!

Ogni volta mi prometto di rifiutare i cibi che mi vengono offerti, specialmente se mi trovo nei villaggi ancora contaminati, ma ogni volta mi è sempre difficile farlo perché sarebbe come offenderli, emarginarli ancora di più nella loro sorte. Mi rendo conto però di aver mangiato troppi cibi coltivati nella terra malsana ed allora difendo la tesi di non aver più fame e finisco il pranzo con l’ultimo sorso di wodka. La gente del villaggio dice che con la wodka si combatte la radioattività ed i vecchi mi raccontano che nel 1986, quando avvenne lo scoppio della centrale di Chernobyl il governo distribuì nei villaggi abbondanti quantità di wodka invitando tutti a bere per neutralizzare gli effetti delle radiazioni. Dicono anche in Bielorussia, visto che forse non è poi tanto vero che la wodka dà questi benefici, che in questo modo si registrarono numerosi casi di decessi causati dall’alcolismo e non dalle radiazioni.

Dopo due giorni di permanenza nella regione di Gomel a sud della Bielorussia ci trasferiamo più a nord, nella capitale; Minsk. Città con oltre due milioni di abitanti - sui dieci milioni di tutta la Bielorussia – dove quasi tutti i giovani bielorussi sognano di abitarci. Visitiamo alcuni istituti di bambini dove porteremo il prossimo mese di ottobre degli aiuti umanitari e mi premuro di fissare un appuntamento per verificare quante radiazioni ho assorbito durante il mio soggiorno in Bielorussia. Vengo ricevuto al centro Belrad di Minsk dal professore Vasily Nesterenko il quale mi tranquillizza e mi racconta dei suoi progetti e dei suoi studi circa le conseguenze che le radiazioni producono e continueranno a produrre sulle persone ed in particolare sui bambini E questo malgrado siano passati 19 anni da quel famoso e triste 26 aprile 1986.

Alcuni numeri: …….( da prendere nel fascicolo scritto in inglese…)

Il centro “Belrad” dispone di una speciale poltrona in grado di misurare le radiazioni assorbite nel corpo. Mi siedo, rispondo ad alcune domande e dopo qualche minuto esce dalla stampante un foglietto; Castellano Giancarlo, classe 1956, peso Kg 76 = 10,17 bk/kg di Cesio 137!. Il professore sorride e mi dice: “ Hai sicuramente mangiato funghi nei villaggi…” Annuisco… “ Eh si – prosegue - nei villaggi non si dovrebbe mangiare nulla che proviene dalla terra; tutto è ancora molto contaminato.” Con aria rassicurante mi dice di non preoccuparmi e che, vivendo in Italia, perderò la metà delle radiazioni ogni tre mesi e quindi sarò nuovamente a zero fra circa un anno. “Ma io dovrei ritornare in Bielorussia in ottobre” Dico preoccupato. “Non sarebbe un problema neanche questo – sostiene il professore – perché la soglia di pericolo è 50 bk/kg e tu hai solo 10,17 ed il tuo amico solo 11,00. Però se proprio volete perdere le radiazioni velocemente prendete tutte le mattine questa roba” E ci porge due barattoli di pectina (una sostanza in polvere ricavata dalle bucce di mele). “ Ecco vedete – prosegue Vasily Nesterenko- se noi potessimo dare ad ogni bambino bielorusso questi barattoli, potremmo diminuire notevolmente le radiazioni nel corpo dei ragazzi. Non servono cifre astronomiche, basterebbero circa cento euro all’anno per ogni bambino…” Chiedo al professore quanti bk/kg hanno i bambini da lui osservati e mi porge un fascicolo scritto in inglese con tanti numeri e tanti nomi e leggo: Villaggio di Demidov….Tamara 2716,66 bk/kg…Alexander 1338,30 bk/kg… Svetlana 1090,05 e così via a scendere, ma con numeri spaventosamente superiori alla soglia di pericolo pari a 50. Questi bambini vengono ospitati all’estero per dei soggiorni terapeutici. Ed anche a Verbania, a Domodossola, in valle Vigezzo ed in molti altri posti della nostra provincia e se penso che in un solo mese di soggiorno qui da noi, possono perdere sino anche al 40 % delle radiazioni che hanno in corpo, sono felice quando trovo una famiglia disposta ad ospitarlo. Un po’ di questi ragazzi domenica 26 giugno sono arrivati qui da noi e ci staranno per tutto il mese di luglio. Arriveranno altri ragazzi per il mese di agosto. In tutto circa 40. Non sono molti, però se troveremo i soldi per dare a questi pochi la pectina per tutto un anno, potrò dire, anzi potremo dire di aver contribuito veramente per migliorare la qualità della vita di questi bambini.

100 euro all’anno, sono 8 euro al mese, pari a 27 centesimi al giorno!

Il mio amico è un po’ preoccupato e frastornato dalle dichiarazioni del professore ed usciamo quindi dall’ufficio di Nesterenko un po’ perplessi e con i nostri barattoli di “pectina” in mano. La mattina di giovedì 16 partiamo all’alba da Minsk per il rientro in Italia. Alla frontiera c’è più movimento, rispetto a quando siamo arrivati ed i doganieri questa volta sono più veloci e così ci ritroviamo, dopo neanche due ore di attesa, in Polonia dove, pagando in euro il carburante del nostro automezzo, scopriamo di essere (quasi) in europa.

Giancarlo Castellano giugno 2005


L'esperienza che stavo per affrontare avrebbe segnato il resto della mia vita. Ho trascorso la prima giornata visitando l'istituto di Borisov presso cui vivono 135 ragazzi tra i quali Budai Aliaksei e Vladimir, Pietrachekau Denis e Dmitri, ospiti ad Arizzano per due estati. Lo scenario che si è presentato davanti ai miei occhi è stato sconvolgene: servizi igienici degradanti, bagni e docce senza acqua calda, camere fatiscenti con letti, materassi ed armadietti vecchi di oltre 40 anni paragonabili a quelli utilizzati nei lagher nazisti.inoltre la presenza di un unica televisione rendeva difficile soddisfare le richieste dei 135 ragazzi. Ho avuto la possibilità di parlare con la Direttice la quale ha confermato quello che i miei occhi mi avevano già lasciato intuire, ovvero che le condizioni pietose della struttura in cui si trovavano a vivere i 135 ragazzi è l'impossibilità di apportare un qualsiasi miglioramento erano dovute alla totale mancanza di fondi economici. Al termine della visita, io e due interpreti fummo invitati dalla direttrice a pranzare con lei il pasto consumato precedentemente dai ragazzi. Parlando dell'andamento scolastico dei 4 ragazzi nostri ospiti, la Direttrice mi disse che mentre il profitto di Aliaksei e Vladimir era abbastanza buono, Denis e Dmitri non si impegnano e come punizione, i docenti avevano deciso di inviare i due ragazzi nel corso dell'estate 2003 in un campo scuola in Bielorussia anzichè da noi. Chiesi alla Direttrice in quale modo, noi del gruppo VCO AIUTA avremmo potuto soddisfare uno dei tanti desideri dei ragazzi, la direttrice senza esitazione, mi rispose regalare loro un'altra televisione !!! E così dopo aver consultato Maria Rosa è stato deciso di donare una nuova televisione all'istituto di Borisov. Rientrando a Minsk e riflettendo su tutto ciò che i miei occhi avevano visto nel corso della giornata fui colto da uno stato d'angoscia, sgomento e impotenza al pensiero che nel 2002 esistono ancora luoghi così indegni e miseri, in cui, nonostante la presenza di insegnati competenti e disponibili, si trovano costretti a vivere ragazzi giovani dai 10 ai 12 anni. Ho trascorso la seconda giornata visitanto l'istituto di Zhodino presso cui vivono 200 ragazzi tra i quali Baravikou Aliaksei, Smollski Aliaksandr. Grazie agli aiuti economici di alcuni benefattori tedeschi, questo istituto a differenza di quello di Borisov, offre ai piccoli ospiti diversi comfort quali piscina, sauna, palestra, sale da studio con televisioni e computer, camere con letti confortevoli ed armadi moderni, docce e bagni con acqua calda. Chiesi alla Direttrice, anche lei molto gentile e disponibile, informazioni sull'andamento scolastico dei ns. ragazzi e con molta gioia appresi che erano tra gli alunni più bravi. Il mio rientro a Minsk fu meno doloroso del primo giorno nonostante il mio pensiero era sempre rivolto all'istituto di Borisov. Purtroppo anche l'istituto Casa di Maria di cui Tamara ns. ospite nel 2001 è la dirrettrice e presso cui vengono ospitati solo a livello scolastico 12 ragazzi che sono in affidamento a famiglie bielorusse, necessita di fondi economici per migliorare almeno le carenze igieniche. L'ultimo giorno mi recai a Gomel per una visita all'istituto di Bobrjisk dove vivono 180 ragazzi, tra cui Kuchynski Andrei, Piatrou Aliaksandr, Tolstsik Siargei. Purtroppo le condizioni di questo istituto sono analoche a quello di Borisov, ovvero servizi igienici carenti, assenza di acqua calda e letti, armadietti, armadietti, materassi vecchi ed usurati. La Direttrice mi mostrò tutto l'istituto e anche lei sottolineò la necessità e l'urgenza di aiuti economici. Il mio viaggio si concluse a 20 km da Gomel dove abitano 2 bambini con i propri genitori che per due anni sono stati ospiti di una famiglia di Verbania. Il calore che la famiglia mi riservò con la sua affettuosa accoglienza ha reso la piccola casa di soli 28 mq un castello. Purtroppo non mi fu possibile visitare l'istituto di Belynici a causa della notevole distanza kilometrica. I doni per le ns. 5 ragazze: Dauhaliova Irina, Ilyina Tatsiana, Kurliankova Yuliya e venhliuk Iryna, verranno consegnati da Nathalie. E così fini la breve esperienza in Bielorussia: un esperienza che seppur breve è stata molto intensa, un'esperienza che consiglio a tutti, un'esperienza che ni ha aiutato a capire quanto si possa vivere felicemente con poco e godere di questo poco senza pretese, vivere ed affrontare la vita anche in situazioni pietose sempre con occhi pieni di ottimismo e questo ha fatto crescere in me la voglia sempre maggiore di aiutare i bambini perchè essi sono il ns. futuro e noi adulti abbiamo la possibilità di migliorarlo.
w i bambini.


LUCIANO SONCIN OTT. 2002


Anche quest'anno il carico di aiuti umanitari è arrivato a destinazione. Ogni volta si incontrano mille problemi, ma con forza e speranza si superano gli ostacoli e con gioia riusciamo sempre a consegnare tutto il materiale che ci viene affidato da portare in Bielorussia.
La responsabile della Associazione, Nina che assiste le famiglie numerose di Gomel, vedendo l'enorme carico che abbiamo portato quest'anno ha detto: "Sono 10 anni che opero per aiutare le famiglie bisognose ed in 10 anni non ho mai ricevuto tanta merce come adesso, sono sbalordita... grazie, grazie a voi tutti. Grazie da parte delle famiglie povere di Gomel.
Il Preside della scuola n° 142 di Minsk, (800 alunni dai 6 ai 14 anni) non avendo mai avuto dei PC a disposizione e vedendo i Computer che avevamo portato, preoccupato per il valore della merce, ha disposto che un custode dormisse nell'aula dove erano stati depositati i PC, per paura che qualcuno potesse entrare e rubare i preziosi strumenti.
Sono forse piccole cose, ma ci fanno capire quanto per loro sia importante avere un po' della nostra "abbondanza".
Un ultima cosa, L'Istituto "Isola della Speranza" di Minsk ha per un po' di tempo corrisposto lo stipendio ad alcune assistenti consegnando loro ogni mese, anzichè denaro, un paio delle scarpe che raccolte in Italia abbiamo portato nei viaggi di questi ultimi anni.


GIANCARLO CASTELLANO maggio 2002


... andare avanti ...
Sono andata in Bielorussia ancora una volta, e questa volta su invito di Tatiana Kot, Presidente di INDEPENDENT CHILDREN'S AID l'Associazione alla quale ci appoggiamo da anni per tutti i progetti di accoglienza. Sono andata per parlare a quattro occhi con le persone che solitamente sento solo al telefono e cercare di comprendere perchè molte volte ci sono difficoltà, incomprensioni. Non ho più sensazioni di meraviglia della prima volta per quello che c'è o meglio non c'è; per i colori poco vivaci e per il grigiore che prevale sin dall'arrivo all'aeroporto; quello che mi rimane sempre dentro sono i volti delle persone che incontri con le quali cerchi di trovare le soluzioni migliori di aiuto. Sono i sorrisi dei bimbi ed i ringraziamenti esagerati delle loro mamme. Non è immaginabile la riconoscenza che i bielorussi hanno nei nostri confronti, quanta speranza noi infondiamo nei loro cuori e nelle loro case solo perchè abbiamo deciso di dedicare un po' di anni della nostra vita a tutela soprattutto dell'infanzia. Ma quello che mi piace ricordare dopo aver ascoltato i vari interventi succedutesi durante i due giorni della conferenza dalle parole dei funzionari dei ministeri della sanità e dell'istruzione oppure dai rappresentanti europei delle Associazioni di volontariato è soprattutto che non sempre ci rendiamo conto di quanto sia rilevante e quanta influenza i soggiorni in italia hanno sui bambini che ospitiamo e quindi quale importante esperienza di vita. Ogni famiglia può trasmettere a questi bimbi la fiducia nelle persone vicine e la speranza in un futuro migliore; le organizzazioni sempre più un invito a cambiare le strategie di aiuto proprio per non aspettare gli aiuti dall'estero ma rimanere amici e non abbandonarli non lasciarli soli a risolvere i problemi nella loro terra, con un supporto qualificato alla formazione ed educazione del personale, il sostegno ed insegnamento pratico ad esempio per la preparazione degli alimenti ... e altro ancora. Questo è quello che vorrei passare ai miei vicini di casa: miglioriamo gli aiuti, trasformiamoli da facili entusiasmi sull'onda dell'emergenza a solidarietà sul posto perchè non possiamo credere che sia compito sempre di qualcun altro dare una mano.

DANIELA PELLANDA aprile 2002


... dalla Bielorussia con stupore ...
Se mi chiedessero di riassumere il mio viaggio in Bielorussia, con una parola, sceglierei, senza dubbio: Stupore. Lo stupore, ha sostituito la curiosità del primo momento, curiosità provata da una ragazza che a 21 anni si trova a partire per un paese sconosciuto armata di zaino e una valigia colma di prodotti "nostrani", in compagnia di tre ottime amiche di viaggio. Stupore nel salire per la prima volta su di un aereo. Stupore nel comprendere che non tutti i "giganti che solcano il cielo" sono come quelli dei film americani... Il mio battesimo dell'aria si è svolto su di un piccolo aereo di linea bielorussa...bianco e azzurro. stupore nel non sentire la mia voce durante la tratta Roma-Minsk...ero troppo impegnata a contare i vuoti d'aria, conto fatto insieme alla mia vicina di posto Rita. Stupore nel vedere l'accoglienza riservataci dal Comitato bielorusso, stupore nel sedermi alla loro tavola e nello scoprire usi e costumi diversi da quelli lasciati in Italia. C'è ne per tutti i gusti e anche gli amanti del più tradizionale brindisi non rimarrebbero delusi, al massimo un po' brilli. Stupore nel rendermi conto di quante associazioni, italiane e non, condividono con noi il progetto di donare qualche mese di salute ai bambini. Stupore nel sentire i molti obiettivi prefissati per il futuro che potranno sicuramente realizzarsi con una maggiore collaborazione da parte di tutti, Bielorussi e Italiani, unendo le forze e l'entusiasmo, non delegando ma partecipando attivamente e in prima persona. Stupore nell'ammirare le vaste spianate (confesso un po' di nostalgia per le mie montagne). La fatica del lungo viaggio è svanita una volta arrivata a casa di Oksana (la ragazza ospite a casa mia). Mi sono resa conto dello stretto legame che unisce le nostre due famiglie da ormai sette anni. Stupore...è la sensazione che provereste tutti voi andando a trovare i vostri bambini. Capireste il motivo di quei grandi occhi che fissano stupiti le nostre città, le nostre automobili e i nostri supermercati. Capireste, come ho capito io, la fortuna che abbiamo quotidianamente nelle mani. Ho capito il detto della nonna: "Sei nata nella bambagia...!" ho compreso che è più semplice lamentarsi che essere contenti del poco (ma forse troppo) ma è anche più sbagliato. E per chi conosce il significato di "bambagia" consiglio un viaggio in Bielorussia, all'insegna dell'avventura e dello stupore assicurato.

CINZIA GATTI aprile 2002


Ho constatato di persona, durante l'ultimo viaggio, come il carico di aiuti portato lo scorso maggio a Gomel in Bielorussia, sia stato distribuito. La signora Nina del Fondo Sociale "Unione famiglie numerose" ha consegnato un elenco di 155 famiglie che hanno ricevuto gli aiuti. Tutto è stato consegnato, scarpe, pentole, vestiti, cancelleria, perchè è di tutto che hanno bisogno quelle famiglie. Semplici, per noi, materassi, caricati sul TIR solo per riempire l'ultimo spazio, sono andati a "ruba"; ho scoperto che ancora oggi ci sono bambini che dormono su tavoloni di legno e per materasso utilizzano coperte e vestiti dismessi.


GIANCARLO CASTELLANO - NOV 2001